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domenica 13 aprile 2008

A Luna

Una bella poesia di Pablo Neruda, dedicata alla mia gattina Luna e a tutti i gatti che strofinano le loro code nei luoghi di tutto il mondo.




Ode al gatto

Gli animali furono
imperfetti, lunghi
di coda, plumbei
di testa.
Piano piano si misero
in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono in grazia, volo.
Il gatto,
soltanto il gatto apparve completo
e orgoglioso:
nacque completamente rifinito
cammina solo e sa quello che vuole.
L’uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali,
il cane è un leone spaesato,
l’ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia da rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole esser solo gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d’oro.
Non c’è unità come la sua,
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l’elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come
la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola
scanalatura
per gettarvi le monete della notte.
Oh piccolo
Imperatore senz’orbe,
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto, nuziale
sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell’amore
nell’aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piedi delicati
sul suolo,
fiutando,
diffidando
di ogni cosa terrestre,
perché tutto
è immondo
per l’immacolato piede del gatto.
Oh fiera indipendente
della casa, arrogante
vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze,
insegna
di un
irreperibile velluto,
probabilmente non c’è
enigma
nel tuo contegno,
forse non sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni
all’abitante meno misterioso,
forse tutti si credono
padroni,
proprietari, parenti
di gatti, compagni,
colleghi,
discepoli o amici
del proprio gatto.

Pablo Neruda

mercoledì 9 aprile 2008

Poesie e scritti

Alcune poesie scritte da una delle mie tre sorelle, Monica, la seconda per precisione, persona di grande intelligenza e sensibilità a cui voglio un mondo di bene

Il mare

E’ il mare che fa rumore,

è il mare che s’increspa,

è il mare che bagna i miei piedi nudi nella sabbia,

è il mare che mi induce ad un lento sognare,

è il mare che mi tiene compagnia.

Sono io quell’ombra rotonda vicino a quel sasso, sono io che mentre dormo rido.

Siamo noi: io e il mare, uniti segretamente nell’anticamera di un sogno.

Monica (1991)

Vento e foglia

L’alito del vento nel palpito dolce di una foglia…
quante volte ho respirato il suo anelito di vita, quante volte avrei voluto essere : vento e foglia.

Monica (1991)

Sogno di una notte

Luna bianca tonda e splendente,

messaggio d’amore di notte sull’erba;

e quando tutto tace e sembra morire,

una mano amica stringe il cuore della notte,

con la speranza che un altro sole nasca.

Monica (1988)
 
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