venerdì 22 agosto 2008

Appunti di viaggio: Abruzzo

Da Abruzzo


Con l’attrezzatura per il campeggio, domenica 17 agosto 2008 siamo partiti per visitare una parte dell’Abruzzo, precisamente Caramanico Terme paese compreso nel parco naturale della Majella dove Daniel e Mariana lavorano durante l’estate. Abbiamo montato la tenda al Campeggio “Colle dei Lupi” a Sant’Eufemia a Maiella a circa 900 mt .. la prima notte ho dormito praticamente vestita dal freddo che era! Ci hanno accompagnato nei luoghi più belli tra la natura selvaggia e rigogliosa. La valle del fiume Orfento è a dir poco favolosa con il suo canyon e il fiume gelato dove con coraggio abbiamo fatto il bagno (breve!).

Nel centro storico di Caramanico si posssono ammirare ancora antiche mura, palazzi del 700 e le belle chiese di San Domenico e San Nicola. Abbiamo trascorso una giornata a Campo Imperatore meta sciistica principale dell’Abruzzo ma anche d’estate vi assicuro che è uno spettacolo: un altopiano circondato da cime che arrivano oltre i 2000 m e dove la vegetazione scarsa si è adattata al clima montano. Al ritorno una sosta a Manoppello dove è conservata la tela con il volto di Cristo. Gastronomicamente parlando abbiamo mangiato ottimo pane e formaggi e arrosticini a volontà!


Abruzzo


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Avec l' équipement pour le camping, dimanche 17 août nous sommes partis pour visiter une partie de la région Abruzzo précisément Caramanico Terme pays compris dans la parque naturelle de la Majella où Daniel et Mariana travaillent pendant l' été. Nous avons monté la tente au Camping " Col des Loups" à Sainte Eufemia à Maiella environ à 900 mt....la première nuit j'ai dormi pratiquement vêtue car il faisait froid ! Nos amis nous ont accompagné dans les lieux plus beaux parmi la nature sauvage et luxuriante. La vallée du fleuve Orfento est à dire peu fabuleuse avec ses canyon et le fleuve gelé où avec courage nous nous sommes baignés (bref !). Dans le centre historique de Caramanico on peut admirer encore anciens palais du '700 et les belles églises de San Domenico et de San Nicola. Nous avons passé une journée à Champ Empereur destination principal en hiver pour le skieurs mais même en été je vous assure qu'il est un spectacle : un haut plateau entouré de sommets qui arrivent au-delà de 2000 m et où la végétation insuffisante s'est adaptée au climat de montagne. Au retour nous nous sommes arrêtés à Manoppello où est conservée la toile avec le visage de Christ. Nous avons déguster pain et fromages excellents et "arrosticini" ( petits brochettes de viande d'agneau) à volonté!

sabato 16 agosto 2008

Panir o formaggio semplice

Era da un po' che volevo provare a farlo e il risultato mi ha entusiasmata. Questo formaggio è tipico indiano, è semplicissimo da fare e può essere utilizzato in vari modi: al posto della ricotta nei ravioli, nei dolci, oppure mangiato così com'è o aggiungendo, se piace, basilico e spezie varie.



Ingredienti:

1 litro di latte freschissimo intero
circa 8 cucchiaini
di succo di limone

Procedimento:


Portare il latte a leggera ebollizione mescolando per non farlo bruciare. Aggiungere se non si vuole lasciare il panir con sapore neutro anche mezzo cucchiaino scarso di sale, versare il limone avendo cura di mescolare continuamente con un cucchiaio di legno. A questo punto il latte si rapprenderà, separando il siero dalla cagliata. Questo succede nel giro di pochi minuti altrimenti aggiungere qualche altro cucchiaio di limone, uno per volta. Il siero deve risultare piuttosto trasparente e poco lattiginoso. Lasciare ancora un paio di minuti a fiamma bassa poi versare la cagliata in una tela a trama fitta, sciacquarla sotto l'acqua, strizzarla per eliminare l'acqua in eccesso e versarla in una fuscella. Il panir è pronto, può essere lasciato in frigorifero nella fuscella coperto bene oppure mangiato così. A me piace freddo quindi lo lascio in frigo con un peso sopra in modo che si indurisca un po'. Si può aggiungere anche del basilico, o altre spezie, dopo averlo scolato e prima di averlo messo nella fuscella.

Con un litro di latte ho ottenuto circa 150 gr di formaggio.

sabato 2 agosto 2008

2 agosto 1980

Sono stata pendolare per 7 anni fra Rimini e Modena, ogni giorno salivo su un treno al mattino quando ancora era buio. Nel bar della stazione di Bologna, dove talvolta mi fermavo per fare colazione c'era un quadretto, appeso al muro che conteneva queste parole che non ho potuto fare a meno di trascrivere. Il ricordo di un atto terroristico terribile... una strage tremenda, un attentato alla democrazia, avvenuto di sabato, proprio come oggi, il 2 agosto del 1980. Per non dimenticare e tenere sempre vivo il ricordo delle 85 vittime. A Flavia Casadei...





- 2 agosto 1980 -



Palpitava di gente la stazione della bella Bolognaera un mattino azzurro e soleggiato
il 2 agosto di quell’anno 80.
La gente di passaggio era in vacanza
andava o ritornava dalle ferie;
era gente felice e spensierata.

C’erano tutti: bambini, mamme e nonni.
E non solo italiani, svizzeri e tedeschi
ed anche di paesi più lontani.
Gente con credo e sentimenti, certamente diversi
senza nessuna colpa, per certe cose storte che abbiam noi.
Amavano l’Italia e c’erano venuti fiduciosi
d’esser trattati con cordialità.
Nella sala d’aspetto di seconda
gremita di persone con valigie
con pacchi e cento borse
forse non c’era luogo sufficiente
per dare ancora posto ad altra gente.
Ma gli fecero largo urbanamente
e il carnefice entrò fra gli innocenti.
Per fargli gentilmente un po' di spazio
forse una mamma sopra i suoi ginocchi
si mise premurosa la bambina
che sorrideva ignara all’assassino.

La bomba la posò nel posto dato a lui
e demone sorrise, ringraziando.
Poi soddisfatto dell’operato suo
trovò una scusa per allontanarsi
non senza avere prima dato uno sguardo
a tutta quella gente che condannava
senza remissione a morire straziata
lì, nella stazione.
E fu l’apocalisse!
La bomba deflagrò
polverizzò la mamma e la bambina.
Smembrò, decapitò, fece poltiglia informe
di quella gente ignara, fiduciosa e innocente.
Più di 80 persone senza vita
per un non credo politico e bestiale!
Quanta fierezza per il criminale
che aveva assolto bene il suo mandato.
Per ciò, forse, era stato anche pagato.
Cantalo al vento! Cantalo agli inferni
questo eroismo tuo, vile e dannato.
Dillo ai fratelli tuoi: giustizia è fatta! Io sono grande!
Io sono il boia della gran giornata!
Raccontalo ai tuoi figli e dillo alla tua sposa
quanto sei stato grande di viltà
quanto sei stato ignobile
il 2 d’agosto di quell’anno ‘80.
Ma soprattutto guardati allo specchio
e gonfio il petto di soddisfazione
fai un bel sorriso e dillo anche a te stesso!

martedì 22 luglio 2008

La trebbiatura



Sabato abbiamo assistito per la prima volta all'esperienza della trebbiatura come si faceva ai tempi dei nostri genitori. Quando il sole si leva lento dall'orizzonte, quando ancora i colori sono tiepidi e le figure senza ombre, i contadini con i loro cappelli di paglia e le loro camicie da lavoro salgono la scala a pioli che li porta in cima al barco dove le cove (fasci di spighe) sono ammassate ordinatamente una affiancata all'altra creando una specie di piramide circolare. La trebbiatrice attende tranquilla che le cove vengano inserite una ad una nella sua enorme bocca per separare il chicco dalla paglia. Il sole ormai è alto, il grano adesso ha un colore particolare e un profumo che si spande nell'aria. A poco a poco i sacchi si riempiono di quel dono prezioso che diventerà pane, nutrimento.

Mia figlia Chiara e la cugina Ilaria si sono divertite molto a macinare i chicchi di grano nel macinapepe, quello che si usava una volta e con la farina ottenuta abbiamo preparato delle piadine.

La musica del video è di Ken Verheecke, Youthful One dall'Album "Dreamfield"scaricata qui

(attendere per il caricamento e accendere le casse!! Riprese video e montaggio a cura di Paolo M.)

Trebbiatura

venerdì 18 luglio 2008

Biscotti integrali ai fiocchi d'avena

In questi giorni mi sto dedicando particolarmente alla cucina in quanto sono raffreddata (incredibile a luglio!) e non posso andare al mare! Ho provato questi biscotti di farina integrale che assomigliano ai famosi "Digestive" . Particolarmente indicati per la prima colazione e all'ora del té. Mi sono divertita a stampare su ogni biscotto un nome...

Ingredienti:

180 gr di farina integrale
90 gr di burro
45 gr di zucchero di canna
30 gr di fiocchi d'avena
3 cucchiai di latte
1 cucchiaio raso di lievito per dolci

Procedimento:

Lavorare in una terrina il burro morbido con lo zucchero di canna fino a ottenere un composto spumoso. Unire la farina integrale, i fiocchi d'avena e il lievito, il tutto precedentemente mescolato insieme. Diluire con 3 cucchiai di latte e impastare fino ad ottenere un impasto abbastanza sodo. Stenderlo sulla spianatoia infarinata con il mattarello e con il tagliapasta (o un coperchietto) tagliare i biscotti di forma circolare. Adagiarli sulla teglia rivestita di carta forno e infornare a 180° per 15-20 m.

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Dans ces jours je me dédie particulièrement à la cuisine puisque je suis refroidie (dans le mois de julliet est incroyable!) et je ne peux pas aller à la mer ! J'ai éprouvé ceux biscuits qui ressemblent au célèbres "Digestive" . Ils sont particulièrement indiqués pour le petit déjeuner et pour le the. Je me suis amusée à imprimer sur chaque biscuit un nom.

Ingrédients:
180 gr de farine complète
90 gr de beurre
45 gr de cassonade
30 gr de flocons d'avoine
3 cuillères à soupe de lait
1 cuillère à soupe rasée de levure en poudre
Procédure:
Verser dans un bol le beurre mou avec la cassonade jusqu'à obtenir un composé mousseux. Ajouter la farine complète, les flocons d' avoine et la levure, tout précédentement mélangé ensemble. Diluer avec 3 cuillères a s. de lait et pétrir jusqu'à obtenir une pâte assez ferme. L'étendre sur la planche enfarineé avec le rouleau et avec un couvercle couper le biscuits en forme circulaire. Les éteindre sur le plat à feu revêtue de papier sulfurisé et enfourner à 180° pour 15-20 m.

lunedì 14 luglio 2008

Con lo sguardo verso le stelle...



Venerdì 11 luglio è stata una serata fantastica. Abbiamo partecipato ad un'escursione con le guide del Parco del Sasso Simone e Simoncello. Partenza alle 19.30 da Montecerignone (PU) per giungere all'osservatorio astronomico di Val di Teva (Montegrimano). Una serata pienamente estiva ma sul calare della sera il caldo lasciava il posto ad una leggera brezzolina. Il sole che volgeva al tramonto abbracciava con i suoi colori caldi e pacati ciò che rimanevea dei campi di grano ormai senza spighe e l'azzurro del cielo si fondeva con il verde della valle. Dopo una cena al sacco consumata nel punto più panoramico del percorso, ci siamo diretti all'osservatorio per completare la giornata alla scoperta della volta celeste. Purtroppo il telescopio principale era fuori uso ma siamo comunque riusciti ad ammirare il cielo attraverso altri 3 degni sostituti, ognuno ad apertura diversa. La luna crescente con i suoi meravigliosi crateri e le sue ombre ben visibili anche a occhio nudo era splendida. Con la macchina fotografica ho appoggiato l'obiettivo sull'oculare del telescopio e ho scattato alcune foto, e, a dispetto di chi era scettico si può vedere il risultato dalle foto. Il cielo si faceva sempre più nero e le stelle avevano oramai occupato ogni spazio. Si distinguevano perfettamente la costellazione di Cassiopea, il Grande Carro dell'Orsa Maggiore, la Stella Polare, la Via Lattea. Anche Giove con i suoi satelliti sono stati immortalati.

Non ci sono parole per descrivere le emozioni che si provano nell'osservare il cielo, lontano dalle luci della città che, nei tempi moderni, con il loro bagliore non permettono ai nostri occhi di scorgere gli astri. Occorre trovare un luogo dove l'inquinamento luminoso sia ridotto al minimo, se non assente. Ogni volta che riesco ad individuare una stella, una costellazione e a immaginarne la distanza... ritorno bambina.

giovedì 3 luglio 2008

Appunti di viaggio: Alto Adige (Südtirol)

Voglio iniziare questo racconto sulla nostra breve vacanza in Alto Adige con queste parole di J. Greenleaf Whittier
"Sotto di noi verde serenità, sopra di noi azzurro silenzio… "


Da Sud Tirolo



Quasi 550 km per raggiungere San Martino in Badia, un piccolo paesino e centro culturale della val Badia che sorge a 1127 m s.l.m. Il maso dove abbiamo alloggiato si trova a circa 1350 m sopra il paese e dal balcone si può ammirare un panorama mozzafiato.
In val Badia e nelle valli intorno al Sella (Val Gardena, Livinallongo, Val di Fassa e Ampezzo) si parla “ladino”, un’antica lingua neolatina che viene tuttora insegnata, insieme all’italiano e al tedesco, ai bambini già dalla prima elementare. E’ una cultura, quella ladina che ha cercato di sopravvivere nel tempo nonostante le difficoltà incontrate soprattutto durante la prima guerra mondiale. Percorrendo le valli, ogni paese viene indicato con nome nelle tre lingue.

Da Sud Tirolo

La natura irrompe fortemente nella vita quotidiana ed è possibile ammirare, lungo i vari sentieri, specie di fiori dai colori indescrivibili. Ne è un esempio il percorso che parte da Antermoia, Passo delle Erbe: malghe e prati pieni di fiori accompagnano il turista fino alle pendici del Sasso Putia. Da non perdere, davvero.

E ancora, la valle dei mulini, il piccolo giro dei masi e tanto altro.
Per chi ama anche pedalare è entusiasmante la ciclabile che collega San Candido (Innichen) a Lienz (A). 45 km in leggera pendenza e il ritorno? Col treno, dove è possibile caricare le bici nell’apposito vagone. A noleggio le bici (noi le abbiamo portate) per 14 euro. Il viaggio in treno per due adulti e due bici, 17 euro circa. Non poteva mancare una degustazione della cucina ladina, squisita nella sua semplicità.
Al maso ristorante Lüch de Vanc’ a Longiarù-Seres di San Martino, con 22 euro una cena completa abbondante e ottima:

antipasto ladino a base di speck e formaggio nostrani
zuppa d’orzo e turtres
mezzelune di ricotta e spinaci con burro e formaggio
manzo con patate
gulasch e canederli
krapfen con marmellata di mirtilli rossi .

In questa valle ho trovato qualcosa in più rispetto ad altre zone montane: in primo luogo la genuinità e la semplicità degli abitanti… un verde che riempie gli occhi e quei monti che si stagliano maestosi fra cielo e terra e di fronte ai quali ci si sente così piccoli…

  


Sud Tirolo



vf

Je veux commencer ce récit sur notre bref congé en Südtirol avec ces mots de J. Greenleaf Whittier

Sous de nous verte sérénité, sur de nous bleu silence...

Presque 550 km pour rejoindre San Martino in Badia, un petit village et le centre culturel de la vallée qui se lève à 1127 m s.l.m. Nous avons logé à 1350 m sur le pays et du balcon on peut admirer un panorama charmant.

En val Badia et dans les vallées autour de la montagne du Sella (Val Gardena, Livinallongo, Val de Fassa et Ampezzo) on parle "ladino", une ancienne langue latine qui est toujours enseignée, ensemble à l'italien et à l'allemand, aux enfants déjà dans l'école primaire; une culture, qui a cherché de survivre dans le temps malgré les difficultés rencontrées surtout pendant la première guerre mondiale. En parcourant les vallées, chaque pays est indiqué avec nom dans les trois langues.

La nature est très présente dans la vie quotidienne et est possible admirer, dans les divers sentiers, des espèces de fleurs des couleurs indescriptibles. Par exemple la parcours qui part d'Antermoia, Pas des Herbes des cabanes de bergers et des prairies pleines de fleurs accompagnent le touriste jusqu'aux pentes du Sasso Putia. À ne pas perdre, vraiment.

Et encore, la vallée des moulins, le petit tour des cabanes de bergers et tant d'autre. Il y a aussi la piste pour bicyclettes qui relie de San Candido (Innichen) à Lienz (A). 45 km en légère pente et le retour? À location les bicyclette (nous les avons portées) pour 14 euro. Le voyage en train pour deux adultes et deux bicyclette, 17 euro environ. Nous ne pouvions pas manquer une dégustation de la cuisine "ladina", vraiment savoureuse.

Au restaurant Lüch de Vanc' à Longiarù-Seres de San Martino, avec 22 euro un dîner complet abondant et excellent.

Dans cette vallée j'ai trouvé quelque chose en plus de respect à autres zones de montagne: en premier lieu la simplicité et la spontanéité des habitants… un vert qui remplit les yeux et cettes montagnes qui se profilent majexteuses parmi ciel et terre et en face auxquelles nous nous sentons ainsi petits…
 
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