I rami dell’albero del sambuco si piegavano dal peso dei suoi frutti… perciò dopo aver già preparato la marmellata ho pensato di utilizzare le bacche per preparare questa gelatina di un bel colore rosso scuro. Se vi piace il gusto della marmellata, vi piacerà sicuramente anche questa…
Ingredienti
300 gr di succo di bacche di sambuco 300 gr di acqua 230 - 250 gr di zucchero 1 limone spremuto 1 cucchiaino e mezzo di agar agar
Lavare e sgocciolare bene i grappoli di bacche, sgranarli e attraverso un colino fine spremerne il succo con l’aiuto di un cucchiaio. Preparare uno sciroppo con l’acqua, lo zucchero e il succo del limone e portare ad ebollizione. Sciogliere l’agar agar nel succo freddo, mescolare bene e aggiungerlo allo sciroppo. Fare bollire per 2-3 minuti poi versare negli stampini, lasciare raffreddare e mettere in frigo per almeno 5-6 ore.
vf
Les branches de l'arbre du sureau se pliaient du poids des ses fruits… donc après déjà avoir préparé la confiture, j'ai pensé d'utiliser les baies pour préparer cette gelée d'une belle couleur rouge…
Ingrédients : 300 gr de jus de baies de sureau300 gr d'eau230 - 250 gr de sucrele jus d’un citron1 c.à.c. et demie de agar agar Laver et égoutter bien les grappes de baies, les écosser et à l’aide d’un passoir fin presser les baies à l'aide d'une cuillère. Préparer un sirop avec l'eau, le sucre et le jus du citron et porter à ébullition. Dénouer l'agar agar dans le jus froide, mélanger bien et l'ajouter au sirop. Faire bouillir pour 2-3 minutes ensuite verser dans les moules, laisser refroidir et mettre en réfrigérateur au moins 5-6 heures.
Dopo un bel po’ di latitanza, ho deciso di partecipare al gioco di ammodomio sulle statistiche delle visite dei blog. Le parole chiave, per intenderci, quelle che conducono gli internauti ai nostri blog.
Ecco quello che c'era nelle mie statistiche:
volto di fate zafferano dipinti strozzaprete (...!..) tipi di Vongole schiroppo alla menta rostata al limone panino arabo (..uno solo !) piccoli poesie erotiche con la tua magica lingua (...osé..!) modal des aiguilles nome erbacce non c'è nessun posto come casa pane arabook italia (che cos’è?) la grande castagnole lavori natalizzi con pannolence luna peperoncini marmallata di more giuugnola forno a legna i radecc impasto pane con fruttapec (…????...) io odio la croazia dolci con pochi ingredienti dovunque e in nessun luogo dipingere con mallo noci cono di gelato uncinetto (… ma si mangia???) contatore luce case di polystyrene polvere per gelato
Anice e Cannella e le sue cialde croccanti! Buonissime! Proprio ideali per il gelato, a forma di cono o come preferite. Si utilizza il ferro per cialde, io l'ho acquistato in Abruzzo per fare le ferratelle (..buoneee!)
Ingredienti.
140 gr di farina
50 gr di zucchero
3 cucchiai di olio di semi di arachide o mais
105 gr di acqua fredda e albumi (o solo acqua)
1 cucchiaino e mezzo di cacao in polvere,
1 pizzico di sale
Olio di semi q.b. per oliare la cialdiera
Procedimento:
Setacciate la farina col sale, lo zucchero e il cacao. Aggiungete poi l'acqua pian, piano e sempre mescolando con un cucchiaio, per non formare grumi, l'olio fino a che gli ingredienti non sono perfettamente amalgamati.
Ponete sopra il fornello medio della cucina a gas, a fiamma basso, il ferro da cialde e oliatelo col pennello da tutt'e due le parti.
Fate scaldare bene e quando è ben caldo apritelo e versatevi sopra ogni volta mezza cucchiaiata abbondante della pastella. L'operazione della pennellatura di olio è da farsi ad ogni cialda.
Stringete le due parti del ferro insieme, e contate 1 minuto per parte.
Apritelo quando vedrete che la cialda ha preso il color nocciola. Quindi staccatele aiutandovi con la lama di un coltello e date immediatamente la forma voluta.
Quest'ultima operazione bisogna farla velocemente, perché se la cialda si raffredda non potrete più avvolgerla su se stessa.
All'interno del cono ho aggiunto del cioccolato fondente sciolto. Si può dare anche la forma di un cestino mettendo la cialda calda su uno stampo per muffin rovesciato e premuta per modellarla. Poi si serve il gelato nella cialda come contenitore...e infine... si mangia!
vf Finalement des gaufrettes croustillantes idéaux pour le glace, à la forme de cône ou comme l'on préfère. Avec ces doses on obtient environ 8-10 cônes. On utilise l'appareil à gaufrettes à chauffer sur le feu. Ingrédients 140 gr de farine50 gr de sucre3 càs de huile de graines105 gr d'eau froide et blancs d'oeufs (ou seulement eau)1 càc et demi de cacao en poudre,1 pincée de sel
Préparation:
Tamiser la farine avec le sel, le sucre et le cacao. Ajoutez ensuite l' eau en mélangeant avec une cuillère, pour ne pas former de grumeaux, l' huile jusqu'à les ingrédients ne sont pas parfaitement mélangés. Posez sur le feu moyen de la cuisine à gaz, à feu doux l'appareil à gaufrettes et l' huilez avec le pinceau. Prechauffer bien et lorsque il est bien chaud versez une demie cuillère de mélange. L' opération du badigeonnage avec l' huile est à faire chaque fois. Serrez les deux parties de ferre ensemble, et comptez 1 min pour chaque partie. Ouvrez- le et détachez-le en vous aidant avec un couteau et formez immédiatement la forme voulue. On doit fair cette operation, vite, car si la gaufrette se refroidit vous ne pourrez plus l'envelopper sur elle même. A l' intérieur du cône j'ai ajouté du chocolat noir fondu. On peut donner même la forme d'une corbeille en mettant la gaufrette chaude sur un moule pour muffin renversé et pressée pour la modeler. Ensuite on sert le glace dans la gaufrette comme containeur… et enfin… on la mange !
“Se desideri vedere le valli, sali sulla cima della montagna; se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati sopra la nuvola; ma se cerchi di capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa…”
(KAHLIL GIBRAN)
Sono nata e cresciuta al mare e tuttora ci abito… non potrei fare a meno di sentire il rumore dell’acqua che giunge a riva, la sabbia calda sotto i piedi, non potrei, credo, vivere altrove. Ma anche la montagna è parte di me. Non c’è anno che non sia partita per raggiungere, anche solo per pochi giorni, i luoghi dove la maestosità delle vette toglie il fiato, dove lo splendore del cielo e l’aria piacevolmente fresca ti avvolgono nel silenzio dei loro colori e dei loro profumi. Venerdì 19 con lo zaino in spalla e tanta voglia di camminare ci siamo recati , insieme ad altre 25 persone, ad esplorare le bellezze del gruppo Ortles-Cevedale nel Parco Naturale dello Stelvio. Da Malga Mare dopo un dislivello di circa 700 m si giunge al rifugio Larcher proseguendo poi verso il Lago delle Marmotte, il lago Nero e il lago Careser. E’ una zona dal punto di vista escursionistico molto interessante e ricca di fora e di fauna .. abbiamo visto le marmotte, i cervi, i camosci. L’indomani ci aspettava il sentiero delle cascate di Val di Saènt del torrente Rabbies nel versante trentino. La neve dell'inverno appena trascorso è stata denominata "la grande neve"... metri e metri di coltre bianca ha rivestito monti e valli e case e ancora se ne vedono i segni... alberi distrutti e trascinati via come stuzzicadenti. La potenza dell'acqua esplodeva dalla cascata.. persino la nostra guida non l'aveva mai vista con così tanta acqua.
Il percorso ci ha portato alla scoperta del progetto chiamato “La Scalinata dei Larici Monumentali” stupefacenti larici secolari dalle dimensioni inimmaginabili e dalle forme insolite. Chiudo gli occhi e mi soffermo, in silenzio, qualche attimo, sotto le loro chiome … il vento le attraversa… le fa ondeggiare e la fantasia mi permette di viaggiare nel tempo…. sono custodi di segreti e di identità nascoste, di passaggi, di nascite e di cambiamenti. Loro sono ancora lì a testimoniare tutto questo e noi fortunati ad averne assaggiato l’essenza.
Bellissima esperienza condivisa con chi ama camminare e stare insieme. Nonostante i piedi dolenti e l'acido lattico di cui sono tuttora "preda" è stata un'esperienza indimenticabile.
vf
« Si tu désires voir les vallées, salis-toi sur le sommet de la montagne; si tu veux voir le sommet de la montagne, soulève-toi sur le nuage ; mais si tu cherches à comprendre le nuage, ferme-toi les yeux et pense-toi… » (KAHLIL GIBRAN)
Je suis née et ai grandi à la mer, et j'y habite toujours... Je ne pourrais pas me passer d'entendre le bruit de l'eau qui arrive au rivage le sable chaud sous les pieds, je ne pourrais pas, je crois, vivre ailleurs. Mais même la montagne est une partie de moi. Il n’y a pas des années où je ne sois pas parti pour rejoindre, même seulement pour peu de jours, les lieux où la grandeur des sommets enlève la respiration, où la splendeur du ciel et l’air agréablement fraiche t’enveloppent dans le silence de leurs couleurs et de leurs parfums. Vendredi 19 avec le sac à dos en épaule et un grand désir de se promener nous sommes partis explorer les beautés du groupe Ortles-Cevedale dans la Parque Naturelle du Stelvio. De la Malga Mer après un dénivellation environ de 700 m on arrive au refuge Larcher en poursuivant ensuite vers le Lac des Marmottiers, le lac Noir et le lac Careser. C’est une zone du point de vue excursionistique très intéressante et riche de faune et de flore et les 5 heures de chemin entre une photo et une risata nous ne les avons presque pas senties. Le lendemain nous attendait le sentier des chutes de Val de Saènt du torrent Rabbies dans le versant Trentin. Le parcours nous a portés à la découverte de projet appelé « Le Perron des mélèzes monumentaux » stupéfiants arbres séculaires des dimensions inimaginables et des formes insolites. Je ferme les yeux et je m’arrête, en silence, quelques instants, sous leurs chevelures, le vent les traversent… il les fait onduler et la fantaisie me permet de voyager dans le temps…. ils sont des gardiens de secrets et d’identités cachées, de passages, de naissances et de changements. Ils sont encore là à témoigner tout ceci et nous chanceux à en avoir goûté l’essence. Tres belle expérience.
Je remercie beaucoup Martine pour l'aide qui elle me donne!
Che significato ha il tempo? Cosa ci rivela? C’è un libro che mi ha colpito per i luoghi suggestivi dove le riflessioni sul significato del tempo ricorrono frequentemente…dove ogni pagina ti avvolge e ti accompagna nella placida pianura emiliana fra le memorie del passato e situazioni nostalgiche. I personaggi poi descritti in maniera autentica e genuina.
Vite intrecciate unite in una memoria comune e sconosciuta.
La botte napoleonica in realtà è una grandiosa opera idraulica progettata in pieno periodo napoleonico e inaugurata solo anni più tardi. Essa consente al canale di Burana, nel comune di Bondeno, di defluire sotto il Panaro attraverso due tunnel che portano direttamente al mare le acque del canale senza ostacolare il corso del fiume…un fiume sotto un altro fiume.
L’autore, che ho conosciuto personalmente negli anni in cui ho lavorato a Modena, mi ha piacevolmente sorpresa per la capacità di calarsi nella fantasia pur mantenendo un legame costante con il presente e con il passato ...
Ritenevo, erroneamente, che intraprendere una carriera dove la funzione principale è quella di assolvere i compiti istituzionali, non si conciliasse con la capacità artistica ….
Fra le pagine del romanzo non manca un segreto… un mistero, un tesoro evanescente...
Curioso.. ho ritrovato nella lettura l’autobus delle 5.40… io salivo sul treno per Modena… alle 5.40…
Per chi fosse interessato, la casa editrice che distribuisce è indicata qui sotto
Dopo aver dedicato tutti i nostri sguardi alla cinciallegra che entrava ed usciva dalla sua casetta per nutrire i suoi piccoli, abbiamo scovato un altro piccolo nido sopra il contatore della luce. Si tratta del codirosso spazzacamino un piccolo uccellino grigio con la codina arancio. Anche lui nidifica in cavità o in luoghi riparati e le sue uova sono di un bel bianco. Ecco la femmina con le uova ...
Anche quest’anno la nostra amica Cinciallegra è tornata e ha fatto il suo nido nella casettina di legno. Nove uova e 7 i piccolini…Non è meravigliosa?
vf Cet année aussi, notre amie la mésange charbonniere est retournéé dans notre petite maisonette. Neuf oeufs et le petits nées sont 7..N'est t-elle pas merveilleuse?