mercoledì 4 giugno 2008

Diabolik



Mi sono sempre piaciuti i fumetti ma senza dubbio il mio preferito è da sempre Diabolik. Ho iniziato a leggerlo per caso. Ero a casa di un’amica di scuola e guarda caso sua mamma era un’appassionata di questo fumetto. Me ne ha prestati alcuni e ne sono stata attratta all’istante. Ne aveva una cassapanca piena zeppa e tutti erano suddivisi per annata con la loro fascetta in bella mostra. Ne ho letti veramente tanti. Purtroppo quelli che conservo gelosamente sono pochi: circa 180.

Il personaggio nasce da un’idea di due sorelle, Angela e Luciana Giussani, che nel 1962 hanno dato vita, con la loro sceneggiatura creativa e si può dire futuristica per quegli anni, al criminale in calzamaglia nera. Nei primi numeri Diabolik è solo, unico e temibile con gli occhi di ghiaccio che gli donano quello sguardo inquietante. Dal terzo numero “L’arresto di Diabolik” compare al suo fianco la bionda Eva Kant, donna bellissima, affascinante e spietata della quale Diabolik si innamora al primo istante. Sarà lei la compagna inseparabile di mille avventure e donna di mille volti. Nonostante il criminale sia un uomo senza scrupoli, in diverse occasioni dimostra un’umanità come pochi come in “Angoscia” dove salva una bambina disinteressatamente, correndo seri pericoli. Ciò che più mi avvince sono le tecniche di fuga, spiegate nei minimi dettagli, spesso inverosimili ma comunque piene di fascino. Per non parlare dei rifugi e delle sue incredibili maschere di plastica con le quali è capace di assumere il volto di chiunque.


E soprattutto l’amore sconfinato che ha per la sua donna. Non sono mai stata brava a disegnare … ma questo fumetto mi ha dato lo spunto per provare. Questi li ho fatti quando frequentavo le scuole superiori. Se un giorno dopo aver ripulito la soffitta doveste trovare, fra le cianfrusaglie, qualche numero impolverato o senza copertina, non gettatelo...

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